Immigrazione: che fare?
Innanzitutti un caloroso buongiorno a tutti!!
Ho letto con molto interesse tutti i nuovi interventi nel topic di el1973 sui bamboccioni, e ho notato che l'argomento è andato via via spostandosi su un'altra croce che affligge la nostra povera Italia. Ho pensato così di creare un topic più adatto alla discussione di questo argomento che è tanto di attualità, soprattutto in questo momento in cui siamo reduci dall'ennesima tragedia.
Non penso si possa essere tacciati di razzismo quando si dice di aver paura della delinquenza che E' conseguenza di politiche troppo buoniste e laissez-fairiste (perdonate il neologismo) legate all'immigrazione. E non si tratta di xenofobia, di odio razziale, di "va a lavurar a ca' toa maruchèin", che sono realtà che esistono, certo, ma non rappresentano la maggioranza (per ora) della popolazione che ha paura. Massimo rispetto per quella parte di immigrati che lavorano, vivono la loro vita nel rispetto delle loro e delle nostre tradizioni, per coloro che vedono nell'Italia un luogo dove crescere la loro famiglia, creare la loro carriera e vivere serenamente.
NO invece agli immigrati criminali: oggi sul giornale ho letto un articolo "ragazzo rom beccato a rubare al supermercato, non è stato rimpatriato". Abbiamo le leggi, usiamole! Cerchiamo di tenere quanto di buono ci viene dall'immigrazione (forza lavoro onesta, ricchezza culturale che si integra e non si oppone alle radici italiane) e di ridurre invece il buonismo. Le nostre carceri sono piene di extracomunitari, quelli in attesa di espatrio restano anche dei mesi nelle varie case di accoglienza...il problema è ridondante...
Ce ne sarebbero ancora tante di cose da dire, aspetto i vostri commenti...
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\"There is no way to happiness...Happiness is the Way...\"(Buddha)
Io sostengo che il problema degli immigrati oggi é un problema di sicurezza pubblica e non di razzismo. Al momento, per i recenti fatti di cronaca, nell'occhio del ciclone ci sono i rumeni, e quelli sono bianchi come gli italiani, pur nella diversità dei culti (gli uni sono ortodossi, gli altri cattolici) anche la religione é la stessa, sono originari dello stesso continente ecc. Se sono oggetto di intolleranza questo non accade certo per fattori legati alla loro origine etnica. Il fatto che chi delinque o chi non ha fonti di sostentamento ben definite deve essere espulso non si basa su qualche direttiva di Forza Nuova o di altri movimenti politici a carattere xenofobo, ma é consentito da una direttiva delle stessa UE che indica come si possa procedere all'espulsione di immigrati che non sono autosufficienti dal punto di vista economico, cioé che non hanno fissa dimora o che non hanno una occupazione stabile che garantisca loro il sostentamento. Lo so che ci sono stranieri nel nostro paese che lavorano regolarmente, pagano le tasse, e nessuno ha nulla da dire sul loro conto. Posso però dire che dalle mie parti le cose stanno molto diversamente. Qui gli immigrati sono sfruttati per il lavoro nei cantieri edili e nei campi, sottopagati, senza alcun contributo pensionistico che venga versato per loro, senza assicurazione contro le malattie o contro gli infortuni. In pratica sono gli schiavi del XXI secolo e gli imprenditori che li sfruttano sono gli schiavisti dei nostri giorni e gli unici beneficiari di questo flusso migratorio. E non é vero, come sostengono alcuni fautori di questa scellerata politica sull'immigrazione, che i locali non sono più disposti a fare quei lavori, é bensì vero che non sono disposti a farli nelle condizioni in cui gli immigrati li svolgono. Ora chi é disposto a lavorare per pochi spiccioli, é anche disposto a commetere reati, anche efferati, per la stessa somma. E questa é la gente che va sbattuta fuori dal nostro paese. Il razzismo inteso come dottrina che stabilisce la superiorità di una razza sulle altre é un fenomeno marginale in Italia, non é certo condiviso dalla stragrande maggioranza dei cittadini di questo paese. L'intolleranza verso gli immigrati invece é il frutto delle politiche cieche di chi consente che qui vengano a crearsi condizioni come quelle attuali. Anche le spedizioni punitive sono il frutto di questi errori. Uno dei compiti fondamentali di uno stato é garantire che all'interno dei suoi confini si svolga una vita sociale regolata. Se questo non accade i cittadini sono ovviamente insoddisfatti e possono esserci reazioni sconsiderate. Se i nostri beni e la nostra vita devono essere in balia di delinquenti, potrà benissimo pensare qualcuno, meglio farsi giustizia da soli che niente. Come si dice qui "é meglio a sentere rummore e' cancelle ca suono e' campane", cioé meglio sentire il rumore delle sbarre di una prigione che i rintocchi di una campana funebre.
Ha fatto benissimo ema ad aprire un nuovo topic. Della questione immigrati si era iniziato a discutere nell'altro da me aperto tempo fa e comunque dedicato a un diverso argomento. Ho già espresso il mio parere sulla questione in quella sede, ora voglio solo aggiungere che il cosiddetto decreto sicurezza non prevede le espulsioni coatte (cioé con accompagnamento alla frontiera dell'espulso ad opera delle forze dell'ordine) o di coloro che non possono dimostrare un reddito di sostentamento fisso. In pratica i decreti prefettizi di espulsione vengono recapitati nelle mani di coloro contro i quali tali provvedimenti sono emessi, e questi hanno un mese di tempo per lasciare, di propria iniziativa, il territorio nazionale. Un'altro decreto inutile, se non verrà adeguatamente modificato.
E' inquietante, stamattina stavo leggendo il giornale e una notizia in particolare mi è saltata agli occhi. 3 immigrati clandestini arrestati (dopo altri precedenti arresti e notificazioni di espatrio) sono stati rilasciati da una decisione del giudice dopo aver dichiarato di non avere le risorse economiche o i documenti necessari all'espatrio. E sono stati rimessi in libertà. Niente carcere, niente CPT, nessun documento per poter rimanere legalmente in Italia (e quindi lavorare regolarmente, pagare le tasse - che cosa bellissima!! - costruirsi una vita preferibilmente in modo onesto) e nessun documento ovviamente per tornare indietro. Quindi che si fa? Li si lascia qui!! Liberi di darsi al lavoro nero, e nel peggiore dei casi chissà, alla criminalità, più o meno organizzata. Questa decisione, addirittura avvalorata dall'autorità di un giudice, non verrà usata in altro modo che per creare giustificazioni affinchè gli immigrati clandestini restino facilmente in territorio italiano senza problemi: basterà fingere indigenza, buttare i documenti nel dimenticatoio...e il sogno italiano si realizzerà!
Ancora una volta ripeto che questa non vuole essere un'accusa verso tutti gli immigrati in modo generalizzato, ma la mia opinione è che l'immigrazione sia un fenomeno costruttivo solo se autorizzato, controllato e sviluppato all'interno dei confini stabiliti dalla legge, dalla morale comune e dal rispetto reciproco.
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Abbiamo il peggiore problema in Ucraina , secondo me. La maggior parte degli asiatichi ed degli africani vengono qua , d'abitudine dalla Russia , per raggiungere uno stato ovest europeo poi ,e
se non riescono ad attraversare la frontiera occidentale in Ucraina , allora restano qua .E adesso
pensate quanta gente e !?Nonostante che UE stanzi i finanziamenti per il miglioramento delle frontiere ucraine e il mantenimento dei profughi qua ma sono pochi e allora succedde che paghiamo
anche noi per salvare l 'Europa ...
Eugenio, la (cosiddetta) unione europea non ha una politica comune per quanto riguarda l'immigrazione (e tante altre questioni). Come puoi aspettarti che risolva il problema in Ucraina se nemmeno in casa sua sa affrontarlo adeguatamente?
Io capisco ,ma il problema e quello che il loro scopo e giungere l'Ovest dell'Europa non
l'Est... altrimenti se non ce la fanno restano in Ucraina .Poi , molti di loro chiedono l'asilo e
alcuni di loro si deportano alla loro patria .Infatti , quegli immigranti che sono stati
fermati alla russa-ucraina frontiera ,li dovrebbero deportare subito in Russia o in Belorussia
(nel caso se loro venissero da quei paesi)ma come so quei paesi rifiutano a riceverli .
Comunque , spero che questo problema si risolvera da voi e da noi anche se non e una
cosa importante per ora , ma si prepara un progetto d'immigrazione anche qua.
El1973
E nel caso se volessi dire che anche gli ucraini vanno in Europa , si... ma dopo aver
guadagnato la maggioranza ritorna in Ucraina , ed anche penso che e meglio che
quando venga un insegnante o -un ingegnere- per guadagnare un po ' ,
ma credo che questo problema inizia a partire nel passato ...
@Eugenio (pomarancho): non credo proprio che el volesse alludere agli ucraini che emigrano verso l'Europa. Ha semplicemente detto quella che è una verità ineluttabile: l'Unione Europea lascia ai singoli paesi la gestione delle politiche di immigrazione, di conseguenza, per quanto dispiaccia sapere che anche in paesi non europei il flusso di immigrati che cerca di raggiungere l'UE provochi disagi, non è certamente la prima cosa in ordine di importanza di cui l'Unione Europea stessa possa e debba preoccuparsi.
In tutte le epoche ci sono stati flussi migratori, gli italiani verso l'america (del nord e del sud), i cittadini dell'est europeo verso l'ovest europeo, gli asiatici, gli africani, e l'elenco è ancora lungo. Ma noi, in Europa, un po' avremmo dovuto immaginarlo, con la firma del trattato di Schengen, no? libera circolazione di merci, capitali, persone all'interno dei territori dei paesi firmatari. E' normale che questo venga sfruttato non solo dai cittadini europei ma anche da quelli extra, con qualche escamotage (neanche troppo nascosto) e per scopi non sempre leciti...Evoluzione naturale, forse, ma non accettabile.
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Eugenio, quando ho parlato di problema non risolto in Ucraina mi riferivo alla situazione a cui alludevi tu stesso nel tuo post, della gente che arriva nel tuo paese sperando di poter passare di là in Europa occidentale. Questo accade perché la UE non ha una politica comune sull'immigrazione. Se ogni stato membro avesse delle quote che fissano il numero di persone che possono immigrare nel suo territorio annualmente e accettasse solo il numero di immigrati definito dalla quota, rigettando tutti gli altri, anche in Ucraina si arresterebbe il flusso di coloro che mirano a emigrare verso l'occidente, perché a quel punto capirebbero che per loro non ci sono speranze di essere accolti. Con la situazione attuale invece vale la pena tentare, tanto prima o poi un modo per arrivare in Italia, Francia, Germania, Inghilterra o altrove lo si trova. So benissimo che ci sono ucraini che emigrano in Italia, tanti. Ed é vero che molti immigrati provenienti dai paesi nati dalla dissoluzione dell' URSS hanno titoli di studio anche di livello universitario. Tempo fa, per fare un esempio, in un ristorante di Arona (una cittadina sul Lago Maggiore in Lombardia) ho incontrato una cameriera russa che aveva conseguito una laurea in economia nel suo paese. Tuttavia lei si diceva molto contenta di servire ai tavoli, perché facendo questo lavoro qui guadagnava più di quanto avrebbe guadagnato in Russia lavorando da economista. Del resto come darle torto? In primo luogo in Italia i titoli di studio conseguiti in Russia non sono riconosciuti e poi lavorare ai tavoli di un ristorante é un destino molto migliore di quello cui vanno incontro tante altre ragazze immigrate....
mi dispiace che ho pensato altro ,ma toccava questo argomento lo stesso .
Non c'é problema, quello che hai scritto era comunque attinente all'argomento del topic, anche se visto da una prospettiva diversa da quella italiana ![]()
Ben vengano coloro che desiderano realmente lavorare e costruirsi una vita, ma è chiaro che ciò non è sempre possibile; non sono certo sempre disponibili posti di lavoro per tutti ed è chiaro che taluni immigranti quando, con grandi sforzi, giungono nel nostro Paese e non trovano un impiego, trovano facile darsi all'accattonaggio, allo spaccio di droga, ecc. E' poi inegabile che alcune etnie si integrino più difficilmente di altre, spesso per la loro stessa abituale chiusura alle altre culture: pensiamo agli stessi Rom (si, Rom, non rumeni, che sono tutt'altra cosa, i Rom sono il risultato della diaspora di un popolo dell'India settentrionale), o agli arabi. Altri, al contrario, si integrano più facilmente, basti pensare a polacchi o ucraini (l'unica circostanza in cui odio gli ucraini è quando attraversano la strada all'improvviso a Via Marina a Napoli, prima o poi qualcuno ci rimane secco:D).
Credo che sia infine giunto il momento di usare le maniere forti, una volta per tutte, per poi adottare un modello di immigrazione controllata come già successo in Australia e Nuova Zelanda, in modo tale da non dover mai più ritrovarci in questa situazione.
In effetti reati vengono commessi da immigrati di tutte le etnie, l’ultimo omicidio di cui sono al corrente, a Milano la notte scorsa, è opera di slavi. Sono d'accordo però con paolo88 che alcuni gruppi, almeno in teoria, si possono integrare più facilmente rispetto ad altri per ragioni culturali, e questi andrebbero privilegiati quando si decide sull'accoglienza degli immigrati. Immondizia come quella condannata oggi dal tribunale di Brescia per aver ucciso la figlia perché voleva "vivere all'occidentale" non ha diritto di cittadinanza in un paese che si ritenga civile e in Italia non andrebbe né tollerata né tanto meno accolta.
Credo che sia infine giunto il momento di usare le maniere forti, una volta per tutte, per poi adottare un modello di immigrazione controllata come già successo in Australia e Nuova Zelanda, in modo tale da non dover mai più ritrovarci in questa situazione.
non consiglierei di usare le parole come odiare
perche credo che questo e un po ' alto opinione ![]()
Mai sentito parlare di umorismo? no? peccato.
ne ho sentito parlare e tu no ![]()
Poco importa chi ha sentito parlare di humour e chi no. Mi rendo conto del fatto che a volte non sia facile rendersi conto del tono delle battute, soprattutto quando non si è madrelingua, ma una volta appurato che si trattava di un tono scherzoso la cosa finisce lì...anzi è già finita ![]()
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per l'appunto, finiamola qui, prima che cambi idea sul conto delle badan...pardon, ucraini.
La cronaca di questi giorni mostra che gli unici che sembrano voler applicare la direttiva della UE che sancisce che coloro che non hanno un reddito e mezzi di sostentamento adeguati andrebbero espulsi sono alcuni sindaci del Veneto, a cui va il mio plauso. Ovviamente hanno trovato opposizione in qualche toga serva del potere e negli amici dei nemici, in coloro che per affiliazione politica sono compagni di merende di quelle latrine che hanno ridotto i paesi dell'Europa orientale nelle condizioni in cui sono oggi, un posto dal quale tutti vogliono scappare.
Vesuviano, post, come dire, un po'... "vulcanico"
Quell'epiteto da "sanitari" era, immagino, rivolto a gente come Ceaucescu, Brezhnev ecc, e quelli sono nella fogna della storia, memorie di un passato che speriamo non debba più tornare. Le cause che costringono la gente ad emigrare sono tuttavia varie, diverse tra nazione e nazione, e non é semplice delinearle tutte, né d'altro canto sarebbe questa la sede. Anche l'altro punto che hai sottolineato, quello dei giudici, é un'altra nota dolente italiana. E' ben evidente la responsabilità che hanno le toghe in tanti problemi del paese, tuttavia non é lecito far di ogni erba un fascio, ci sono magistrati che vogliono andare a fondo in certe vicende, non é colpa loro se sono bloccati dal potere politico (é di oggi la notizia che a carico della Forleo é stata aperta una azione disciplinare per il modo in cui ha condotto la vicenda delle intercettazioni...). Quanto all'iniziativa dei sindaci, sento dire che anche il comune di Milano sta valutando la possibilità di agire in tal senso ( e qui ci sarebbero 100.000 clandestini e 10.000 rom, a quanto si stima). Cosa commentare, é meglio che certe iniziative le prendano i sindaci, in modo da restare nella legalità, piuttosto che, in assenza di adeguate risposte da parte di "chi di dovere", siano i cittadini a pensare di risolvere certi problemi, con conseguenze che non sempre é facile prevedere.
Sono d'accordo con te, el1973, quando dici che le cause dell'emigrazione sono complesse e non sempre facili da definire. Infatti i russi, per fare un esempio, vogliono lasciare il loro paese anche oggi che non hanno più il regime comunista, ma piuttosto un regime di tipo fascista. Infatti alcuni elementi delle politiche di Putin, tipo l'alleanza con la religione (chiesa ortodossa russa nel suo caso); l'avere dalla sua parte i poteri economici (privati) forti con cui si scambia favori, mentre i magnati che non sono dalla sua parte sono costretti a vivere all'estero col rischio di fare una brutta fine; lo sfruttamento dei sentimenti nazionalistici; l'intolleranza e la repressione di ogni forma di opposizione ( anche la creazione di falsi movimenti di opposizione!) sono tutti elementi tipici di un regime di tipo fascista più che comunista (ok, l'ultimo che ho citato, intolleranza all'opposizione, é di entrambi). Alcuni ritengono che la russia stia tornando ai tempi della cortina di ferro, io penso che questo non sia vero. La proprietà privata non é abolita nella Russia attuale, contrariamente a come dovrebbe essere tipico dei regimi comunisti. Dato che Machiavelli diceva che gli uomini dimenticano più facilmente la morte del loro padre che la perdita dei propri beni, meglio così, finche dura. Cioé, se si riesce ad evitare che la russia faccia una brutta fine frantumandosi in una serie di piccoli stati.
Fuori tema, vero? Ma almeno serve a mantener vivo il canale italiano, dove non c'é un nuovo post da due settimane ![]()
Si fanno chiacchiere, campagne elettorali, elezioni, ma certa immondizia continua a fare il bello e il cattivo tempo in questo paese, come dimostrano anche le notizie di cronaca degli ultimi giorni da Milano, da Roma. Speriamo che questa gentaglia, ora che i suoi onorevoli papponi non siedono più in parlamento, sia trattata come si deve. Pensare che certi politici si sono opposti pure a misure incruente tipo il rimuovere dalle strade di Firenze lavavetri e vucumprà...Poi ora si chiedono come mai non hanno nemmeno raggiunto il quorum per entrare in parlamento, si meravigliano, anche....Parlando di Firenze, cari certi politici e vostri elettori, ora ben vale per voi la legge del Menga (chi ce l'ha a quel posto se lo tenga)














abbiamo la stessa situazione qui in inghilterra, pero' 1000 volte peggio,credo.
Io sono d'accordo con te ema, ho tanto rispetto per quelli che lavorano e vivono una vita tranquilla e normale.
Odio quelli che vengono qui, rubano cose, uccidono persone e sanno che ci sono troppi buonisti qui che non fanno niente, allora fanno il c***o che vogliono. Questi sono anche razzisti, sai che a manchester e londra ci sono dei posti dove sono vietati i bianchi inglesi. Abbiamo avuto 2 guerre mondiali per combattere il razzismo e tenere il nostro paese...e adesso ce lo rubano. L'inghilterra e' cambiata troppo, non abbiamo piu tradizion. Via babbo natale, halloween e bonfire night perche offendono i musulmani.
e' colpa delle politiche buoniste e basta.
Dovremo fare come fa l'australia e la nuova zealanda. Se vogliono venire nel nostro paese, dovrebbero avere un lavoro, un sostenitore e un po' di soldi.